Articoli consultati
Home > Perle di coltura
GUIDA DELLE PERLE

Storia delle perle di coltura

In Cina

Da molto tempo, i cinesi erano a conoscenza del fatto che il mantello dei molluschi produceva la madreperla che costituiva il loro guscio. Ritroviamo così già dal XIImo secolo, dei Buddha di madreperla che sono il rivestimento (formatosi in qualche anno) di un modello di piombo o di stagno inserito tra il guscio e lo strato del mantello di un cozza d’acqua dolce.

In Europa

Le ricerche sulle perle

Il naturalista svedese Karl von Linne (1707 – 1778) sembra aver svelato il mistero della formazione della perla ed essere riuscito ad ottenere, nonostante la scarsa antisepsi dell’epoca, alcune perle di coltura, tuttora conservate al British Museum.

I lavori di Linne sono serviti come base per diverse sperimentazioni in Inghilterra con Hunter alla fine XVII mo secolo, quindi in Germania ed alla fine del XIX mo secolo in Belize (ex Honduras britannico). Gli studi continuarono in Polinesia con Bouchon - Brandely e particolarmente in Australia nel distretto di Torres con William Saville-Kent. Inoltre quest’ultimo stabilì il suo proprio allevamento di molluschi nel 1906. Nel suo apice la morte lo sorprese, e con lui, morì anche la sua impresa.

In Giappone

Mezze perle di coltura

Nel XIXmo secolo, i giapponesi utilizzavano questa tecnica per far produrre ai molluschi delle mezze-perle, veniva fissata una mezza sfera di madreperla alla conchiglia sotto il mantello dell’ostrica. Queste mezze perle venivano in seguito attaccate alla madreperla e vendute in Europa sotto il nome di fallace di perle giapponesi. Aderivano ai gioielli grazie ad una lama di metallo che le circondava.

Nascita delle perle di coltura

Nel l’autunno del 1901, Saville-Kent ricevette la visita ufficiale di Tokishi Nishitawa (1874-1909), ufficiale delle industrie di pesca, venne ad ispezionare i 2000 pescatori di nacre giapponesi del mare d’Arufa in compagnia di un ispettore. Al loro ritorno in Giappone nella primavera del 1902, Tatsuhei Mise (1880-1924), genero dell’ispettore, intraprese degli esperimenti sulla coltura delle perle ad annunciò il successo nel 1904. Ciò indusse T. Nishikawa ad iniziare i suoi esperimenti nel 1905 con i suoi allievi, i fratelli Fujita: il successo fu annunciato nel 1907.

T. Nishikawa sposò la secondogenita di Kokichi Mikimoto (1858-1954), uomo d’affari specializzato nel commercio delle mezze perle di coltura. Mikimoto più tardi venne citato come il re della perla in un articolo del New York Herald del 9 ottobre 1954.

La gioielleria Mikimoto

Nei dintorni di Kobe, vi è un’isola chiamata Isola Delle Perle. Questa oggi trasformata in museo della perla di coltura. Mikimoto assieme Nishikawa e Mise vengono congiuntamente celebrati. Mikimoto mise a punto la tecnica di allevamento in cestini sospesi su delle funi. Utilizzò un metodo di introduzione di innesto del mantello destinato a secernere strati perliferi attorno al centro di madreperla. Questa tecnica fu ispirata dai lavori del suo genero defunto. L’attuazione del progetto era garantita dall’odontoiatra Otikichi Kuwuabara, un amico di Mikimoto.

Mikimoto commercializzò le sue prime perle di coltura negli Stati Uniti. Organizzò con ingegno le sue aziende perlifere e le perseverò nonostante la forte mortalità delle ostriche operate ed incidenti atmosferici multipli che rischiarono di uccidere tutti i molluschi. In quel periodo si indicizzavano come incidenti i tifoni o dei tipi di plancton che soffocavano le altre forme di vita.

Alla fine della sua vita, Mikimoto regnava su di un impero di perle di coltura che era riuscito a mantenere in vita durante la Seconda Guerra Mondiale nonostante le pressioni governative.

I segreti della tecnica di coltura furono gelosamente conservati contro la volontà degli americani. Così, gli allevamenti di molluschi poterono stabilirsi fuori dal Giappone solo con la presenza degli specialisti giapponesi.


Formazione delle perle di coltura

La perla, conseguenza di un parassita

Una reazione di difesa

Dal XIXmo secolo, gli uomini hanno messo in evidenza il modo di formazione delle perle. Un verme microscopico del gruppo dei cestodi, parassita dei molluschi, si posiziona tra il guscio ed il mantello che, stimolato sotto l’effetto delle tossine, forma una specie di sacca attorno all’intruso isolandolo con una secrezione di calcare. Per saperne di più sulle perle e i loro molluschi...

Secrezione di madreperla

Più la secrezione è importante, più il tessuto della tasca si irrita e più continua a secernere. Anche la perla non cessa di crescere, a meno che il mollusco non la espella con un movimento brusco.

Le perle sono dunque formate fino al centro da strati concentrici di cristalli d’aragonite disposti parallelamente gli uni agli altri in una rete di materia organica chitinosa detta conchiolina.


Aspetto delle perle

La lucentezza delle perle

La luce dona alle perle, dopo essere rimbalzata sulla superficie stessa, un aspetto abbagliante : La sua lucentezza.

L’oriente delle perle

La luce rifratta all’interno della perla e riflessa successivamente sugli strati d’aragonite crea dei colori iridescenti conosciuti sotto il nome di oriente. L’oriente è più marcato se gli strati che formano la sua rete sono più sottili e se il loro spessore ottico si avvicina a quello delle lunghezze d’onda visibili. Inoltre, la pesca si svolge dopo un periodo dove il metabolismo del mollusco è rallentato (questo avviene dopo l’inverno).