I gioielli in oro valgono più del loro titolo

« Non tutto ciò che luccica è oro, e non tutto l’oro luccica ».

L’oro, metallo che rappresenta il bene rifugio per eccellenza, si valorizza in modo più efficace in gioielleria che sotto forma di titoli (fondi) o lingotti. Qualche dettaglio in più:

L’oro batte gli indici di borsa del CAC 40, ma nello stesso tempo i fondi d’investimento del comparto « metalli preziosi e oro » registrano perdite nell’ordine del 20%.

Spiegazione di questo paradosso

In realtà, le azioni delle società minerarie dipendono da una moltitudine di fattori e non soltanto dalla quotazione intrinseca dell’oro. Il prezzo di un’azione si calcola così in base ai criteri fiscali, alla gestione e al management dell’impresa, alla politica regionale e nazionale, ai costi di ricerca e di produzione e infine alle riserve di materie prime.

Vista così, non viene davvero voglia di investire nell’oro in titoli. Allora perché non puntare sull’oro da ornamento… intendo dire i gioielli (vedi valore dei gioielli). Va detto che il gioiello gode di ottima salute, non conosce la crisi e costituisce, per la sua preziosità, un bene durevole. Può trasformarsi in liquidità se ne avete bisogno e rappresenta un bene d’investimento molto apprezzato. C’è anche l’aspetto « piacere » da tenere in considerazione. I nostri amici svizzeri e tedeschi hanno seguito questa strada e in pochissimo tempo (ultimo trimestre 2008) la loro domanda d’oro è cresciuta di oltre il 500%. Anche i francesi, che detengono, a quanto pare,  ¼ dell’oro privato nel mondo.

Un mercante di gioielli antichi testimonia: « La domanda di gioielli di qualità è molto forte; purtroppo i buoni venditori si fanno sempre più rari. ».

L’offerta variegata rappresentata dall’oro consente a chiunque di possedere un po’ di questo metallo prezioso. Tuttavia la plusvalenza non è all’altezza delle aspettative, salvo il caso eccezionale di gioielli unici o di pezzi celebri prodotti in quantità limitate.

In tutti gli altri casi, la rivendita di un gioiello è generalmente accompagnata da una svalutazione, semplicemente perché non è più considerato nuovo ma usato. I gioielli acquistati nella grande distribuzione (reparti di gioielleria) saranno ceduti « da fondere » in base al peso e subiranno una perdita del 20%.  Per essere più precisi, il prezzo dell’oro da rottamazione si aggira intorno ai 15,50 euro al grammo.

Precisamente, il prezzo dell’oro da rottamazione si attesta attualmente intorno ai 15,50 euro al grammo.  » A questo prezzo, alcuni investitori non esitano ad acquistarne in vista di una speculazione futura, tanto sono convinti di una logica rialzista sul lungo periodo.

Per i gioielli dei grandi creatori occorre raddoppiare la pazienza prima di vederli salire di valore. Mettete in conto una riduzione di almeno il 50% in caso di rivendita a breve o medio termine.

Miller, un gioielliere che propone modelli piuttosto recenti, cede un anello Cartier « Love » a 590 euro… mentre lo stesso costerà 980 euro poco più in là, in Place Vendôme.

Il consiglio del giorno: se desiderate fare un investimento, gli acquisti di gioielli in Place Vendôme sono da escludere.

Ciò nonostante, tutti i professionisti dell’industria orafa riconoscono il potenziale di questo tipo di investimento sul lungo periodo. Nel solo 2008, il chilogrammo d’oro si negoziava intorno ai 20 000  euro. I prezzi presso i gioiellieri hanno ampiamente seguito questo livello.  Secondo questo principio rialzista, l’acquisto di un gioiello nuovo resta, nel tempo, un buon affare.

E per chi giura soltanto sull’antico, bisognerà anzitutto privilegiare il criterio della qualità. Con il passare del tempo, questo o quel pezzo diventa raro e può persino trasformarsi in un pezzo da collezione. Il valore degli anelli « tank », ad esempio, disegnati negli anni 40/50,  non ha smesso  di crescere dalla loro creazione.

Acquisto di gioielli antichi

1. Preferite i gioielli antichi firmati a quelli anonimi.

2. Scegliete modelli che hanno segnato un’epoca ed evitate le grandi serie.

3. Preferite i gioielli realizzati a mano.

4. Valutate la difficoltà e l’originalità della lavorazione.

5. Chiedete un certificato di autenticità redatto da un esperto diplomato.

6. Scegliete con cura e non abbiate fretta, per rivenderlo bene.