Coco Chanel e la bigiotteria d'autore

Racconto N°027

Coco Chanel ha ucciso la perla.

Per non piangere un morto.

19.05.2026Lettura 3 minDalla redazione
Coco Chanel e il suo sautoir di perle
Preambolo

Dicembre 1919, strada di Cannes. La Rolls-Royce di Boy Capel esce di carreggiata. L'uomo che aveva finanziato la sua prima boutique. L'unico, scriverà lei, che abbia mai amato. Quando Chanel torna a Parigi, porta al collo il sautoir che lui le aveva regalato: tre fili di perle naturali.

L'uomo che aveva finanziato la prima boutique di Deauville. L'uomo che lei aspettava ogni sera. L'unico, scriverà più tardi a Paul Morand, che abbia mai amato. Chanel crolla in una camera del Cap-Ferrat. Vi resta per settimane.

Quando torna a Parigi, porta al collo il suo sautoir. Tre fili di perle naturali. Il regalo di Boy. Il sautoir.

Cinque anni dopo, lancia la bigiotteria. Vetro soffiato da Gripoix, metallo fuso, pietre di pasta vitrea, perle di cotone e di cera. Il mondo del lusso si indigna: la stilista più ricca di Parigi democratizza il falso?

La strada di Cannes
1919l'anno in cui un sautoir cessò di essere un gioiello

Tre fili di perle naturali, diventati, senza quell'uomo, un peso attorno al collo.

Le biografe, Edmonde Charles-Roux e Justine Picardie, hanno cercato a lungo, invano, la strategia commerciale dietro quel gesto. Resta una frase, pronunciata davanti a Misia Sert all'inizio degli anni Venti.

Porto le perle solo per meglio avvilirle.

Coco Chanel, a Misia Sert

Avvilire. La parola è crudele. Dice che il lusso di Boy Capel, il lusso delle donne mantenute che lei era stata, il lusso dell'anteguerra, quel mondo doveva finire. Un rifiuto, dunque. Rifiuto del lusso assegnato. Rifiuto del lusso-ritratto. Rifiuto di un dono d'amore diventato, senza quell'uomo, un peso attorno al collo.

Chanel non ha democratizzato la perla: si è vendicata di lei. Ed è forse per questo che, un secolo dopo, le donne più potenti del XXo secolo hanno portato, senza arrossire, perle di vetro filato. Perché un giorno una donna a cui era stato offerto il vero ha deciso che niente, nemmeno un sautoir di perle naturali, valeva più della libertà di scegliere ciò che si porta.

Un racconto firmato dalla redazione dei Quaderni di Gemperles, tratto dalla corrispondenza di Gabrielle Chanel con Paul Morand e dalle biografie di Edmonde Charles-Roux e Justine Picardie.

La Redazione — Maggio 2026
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