◆ Guida completa al diamante

Il diamante

La più preziosa delle pietre: carbonio puro cristallizzato in miliardi di anni di pressione e di calore, simbolo di un’eternità tagliata nella luce.

10 / 10 Durezza Mohs
2,42 Indice di rifrazione
99,95 % Purezza del carbonio
⬥ La pietra più dura al mondo
⬥ 4C secondo la scala del GIA
⬥ Carbonio puro cristallizzato
⬥ Miliardi di anni di formazione
⬥ Brillantezza ineguagliata

Che cos’è un diamante?

Il diamante è una forma cristallina del carbonio puro, organizzato in un reticolo cubico a facce centrate di assoluta solidità. Formatosi a oltre 150 km di profondità nel mantello terrestre, a temperature superiori a 1 200 °C e a pressioni fino a 50 000 atmosfere, il diamante risale in superficie grazie a eruzioni vulcaniche particolari, i camini di kimberlite.

Con una durezza di 10 sulla scala di Mohs, il massimo assoluto, e un indice di rifrazione eccezionale di 2,42, il diamante riunisce tutte le qualità di una pietra preziosa ideale: durezza, splendore, dispersione della luce e rarità. Quando è incolore, la sua trasparenza scompone la luce in uno spettro arcobaleno che i gemmologi chiamano « fuoco ». È questo fuoco a fare del diamante tagliato un fenomeno ottico unico nel regno minerale.

Simbolo universale di amore eterno, di potere e di perfezione, il diamante si valuta secondo quattro criteri riconosciuti a livello internazionale: il Colore, la Purezza, la Taglio e la Caratura : le celebri 4C definite dal GIA.

Il numero chiave

3,5

miliardi di anni: l’età dei diamanti più antichi conosciuti, quasi tre quarti dell’età della Terra.

Scheda d’identità del diamante: durezza Mohs 10, indice di rifrazione 2,42, purezza del carbonio 99,95 %, sistema cristallino cubico a facce centrate, formazione a oltre 150 km di profondità

Scheda d’identità del diamante, secondo i dati di questa guida.

Le 4C del diamante in breve

Il sistema internazionale definito dal GIA (Gemological Institute of America) si basa su quattro criteri fondamentali.

C Colore

D → Z

Dall’incolore assoluto (D) alle tinte giallastre (Z). I gradi D, E, F sono i più rari e i più ricercati.

C Purezza

FL → I3

Assenza di inclusioni interne e di imperfezioni in superficie. Flawless (FL) è il grado di perfezione assoluta.

C Taglio

Excellent → Poor

La qualità del taglio determina la brillantezza, il fuoco e la vita della pietra. È l’unico criterio umano delle 4C.

C Caratura

0,20 → +10 ct

Unità di massa (1 ct = 0,2 g). Il peso incide in modo esponenziale sul valore: un diamante da 2 ct vale molto più di due diamanti da 1 ct.

Origine geologica del diamante

Il diamante nasce nelle profondità del mantello terrestre, tra 150 e 200 km sotto la superficie, in zone chiamate litosfera cratonica. In queste regioni stabili, vecchie di miliardi di anni, gli atomi di carbonio si riorganizzano sotto una pressione enorme in un reticolo cristallino cubico: la struttura più densa e più stabile che il carbonio possa assumere.

Questa cristallizzazione dura centinaia di milioni di anni. I diamanti risalgono poi in superficie durante eruzioni vulcaniche rapidissime, che creano condotti tubolari di roccia vulcanica: le celebri kimberliti e lamproiti. Se la risalita è troppo lenta o la temperatura resta troppo alta, il diamante si trasforma in grafite, la forma di carbonio equivalente ma infinitamente più fragile.

I giacimenti alluvionali, formati dall’erosione dei camini di kimberlite, furono i primi sfruttati nella storia, in India, prima delle grandi scoperte africane del XIX secolo.

150 km Profondità di formazione nel mantello terrestre, a pressione estrema
1 200 °C Temperatura minima perché il carbonio cristallizzi in diamante
3,5 Ga Età dei diamanti più antichi conosciuti, trovati nell’Australia occidentale

Simboli e diamanti leggendari

Alcune pietre hanno superato la loro natura minerale per diventare simboli della storia umana.

I

Il Cullinan: 3 106 carati grezzi

Scoperto in Sudafrica nel 1905, è il più grande diamante di qualità gemma mai trovato. Fu tagliato in nove grandi pietre principali, due delle quali ornano oggi i gioielli della Corona britannica: la Grande Stella d’Africa (530,20 ct) e la Piccola Stella d’Africa (317,40 ct).

II

Il Koh-i-Noor: « Montagna di luce »

Uno dei diamanti più antichi e più celebri della storia. Originario dell’India, passò tra le mani dei Moghul, dei Persiani, degli Afghani e poi dei Britannici, prima di entrare tra i gioielli della Corona nel 1849. La leggenda vuole che porti sfortuna a ogni uomo che lo indossi.

III

L’Hope Diamond: 45,52 carati, blu profondo

Oggi custodito dalla Smithsonian Institution di Washington, questo diamante blu dalla tinta zaffiro intensa è tra i più celebri al mondo. Il suo colore viene da tracce di boro nel reticolo cristallino. Esposto alla luce ultravioletta, emette una fosforescenza rosso-arancio.

IV

Il Centenary: 273,85 carati, D Flawless

Presentato nel 1991 da De Beers per celebrare il suo centenario, il Centenary è uno dei rari grandi diamanti al mondo classificati D (incolore assoluto) e FL (senza difetti interni). Il suo taglio a cuore modificato conta 247 faccette.

V

Il Reggente: tesoro dei gioielli della Corona francese

140,64 carati. Scoperto in India nel 1698, fu acquistato dal duca d’Orléans, reggente di Francia. Portato da Luigi XV, Luigi XVI e Napoleone I, è oggi esposto al Louvre. La sua purezza eccezionale ne fa un modello storico del taglio « cuscino brillante ».

Le vostre domande sul diamante

Che cosa rende il diamante così duro?

La durezza eccezionale del diamante (10 sulla scala di Mohs) viene dalla sua struttura cristallina a reticolo cubico a facce centrate. Ogni atomo di carbonio è legato a quattro vicini da legami covalenti estremamente solidi, in un’architettura tridimensionale isotropa senza piani di debolezza. È questa regolarità perfetta su scala atomica a dare al diamante la sua resistenza assoluta ai graffi: solo un altro diamante può graffiare un diamante.

Qual è la differenza tra un diamante e uno zircone cubico?

Lo zircone cubico (ZrO₂) è un’imitazione sintetica del diamante, creata in laboratorio a partire dall’ossido di zirconio. Anche se a un occhio non esperto sembra simile, si distingue dal diamante per la durezza inferiore (8-8,5 Mohs), la densità più alta (1,7 volte più pesante a parità di volume), un indice di rifrazione leggermente diverso e l’assenza di dispersione istantanea del calore (il test della penna termica). Lo zircone cubico non ha alcun valore commerciale paragonabile al diamante naturale.

Come si forma un diamante?

Un diamante si forma nel mantello terrestre, a 150-200 km di profondità, a pressioni di 45-60 kilobar e a temperature da 900 a 1 300 °C. Gli atomi di carbonio delle rocce del mantello cristallizzano lentamente in milioni, a volte miliardi, di anni. I diamanti risalgono poi in superficie imprigionati in magmi ultrabasici (kimberliti), durante eruzioni vulcaniche rapidissime che li preservano dalla trasformazione in grafite.

Qual è il colore migliore per un diamante?

Secondo la classificazione GIA, il colore D è il più ricercato: indica un diamante perfettamente incolore, senza alcuna traccia di tinta gialla o bruna. Anche i gradi E ed F sono considerati « incolori », e i gradi da G a J « quasi incolori ». Oltre il grado Z si entra nella categoria dei diamanti di colore « fancy » (giallo intenso, rosa, blu, verde, rosso), i cui esemplari più rari possono superare il valore dei diamanti incolori di pari dimensioni.

Diamante sintetico o diamante naturale: quale scegliere?

Il diamante sintetico (o di laboratorio) è chimicamente e fisicamente identico al diamante naturale: stessa struttura cristallina, stessa durezza, stessa brillantezza. Il suo prezzo è oggi inferiore del 60-80 %. Non ha però la rarità geologica del diamante naturale, né il suo storico valore di rivendita. La scelta dipende dalle vostre priorità: budget ed etica ambientale (sintetico), oppure rarità, storia e valore patrimoniale (naturale).

Come curare un gioiello con diamante?

Anche se è la pietra più dura, il diamante può spezzarsi con un colpo secco lungo un piano di sfaldatura. Per la cura quotidiana basta un bagno di qualche minuto in acqua tiepida e sapone, seguito da una spazzolatura delicata (spazzolino a setole morbide), per sciogliere i residui di pelle e di cosmetici. Sciacquate con acqua pulita e asciugate con un panno che non lasci pelucchi. Evitate gli ultrasuoni sulle montature a griffe usurate e conservate i gioielli separati, in scomparti imbottiti, per evitare graffi tra le pietre.

◆ Gioielleria Gemperles

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