Perla Akoya • Giappone

La perla Akoya,
l’espressione suprema del lustro

Nata nelle acque pure del Giappone, l’Akoya incarna fin dai tempi di Mikimoto
l’ideale di perfezione della perla coltivata.

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Origine Giappone: Mie, Nagasaki
Lustro Incomparabile, oriente profondo
Allevamento 2-3 anni in mare
Ostrica Pinctada fucata
Diametro Da 5 a 10 mm

La perla Akoya è coltivata nell’ostrica Pinctada fucata, principalmente in Giappone nelle baie di Mie e di Nagasaki, per due o tre anni. Con un diametro da 5 a 10 mm, è rinomata per il suo incomparabile lustro a specchio, ideale di perfezione incarnato fin dai tempi di Mikimoto: la perla classica della collana bianca.

La regina delle perle di mare

Tra tutte le perle coltivate, la perla Akoya occupa un posto singolare. Prodotta dall’ostrica Pinctada fucata martensii nelle baie giapponesi, è conosciuta in tutto il mondo per il suo lustro eccezionale e la sua rotondità quasi perfetta. Fu la prima perla coltivata mai prodotta su scala commerciale, grazie al genio di Kokichi Mikimoto a cavallo del XX secolo.

Con un diametro compreso tra 5 e 10 millimetri, orna le più importanti collane di perle dell’alta gioielleria. La sua superficie immacolata, il caratteristico bianco rosato e il suo oriente perlaceo ne fanno l’incarnazione stessa della femminilità elegante.

Questa pagina vi invita a scoprire l’affascinante storia della perla Akoya (dalla biologia dell’ostrica alle tecniche di allevamento, dai criteri di qualità alle sottigliezze dei suoi colori) per scegliere con discernimento il vostro gioiello di perle.

« La perla perfetta è rotonda come la luna, brillante come il sole e pura come la neve. » (Kokichi Mikimoto)

Storia delle perle Akoya e di Mikimoto
Kokichi Mikimoto, pioniere della perla coltivata

Storia e Mikimoto

La storia della perla Akoya è inseparabile da quella di Kokichi Mikimoto (1858-1954), figlio di un produttore di noodles di Ise, che dedicò la vita a realizzare un sogno impossibile: coltivare la perla. Dopo anni di ricerche ostinate nella baia di Ago, ottenne l’ 11 luglio 1893 la sua prima perla semi-rotonda: una data che avrebbe cambiato la storia della gioielleria mondiale.

In collaborazione con i biologi Mitsukuri Kakichi e Nishikawa Tokichi, la tecnica di inserimento del nucleo sferico all’interno del mantello dell’ostrica fu perfezionata. Brevettata nel 1916, è ancora oggi utilizzata da tutti i produttori giapponesi.

1893
Prima perla Akoya semi-rotonda ottenuta da Mikimoto nella baia di Ago, Mie.
1905
Prima perla perfettamente rotonda. Mikimoto può pensare alla produzione commerciale.
1916
Deposito del brevetto della tecnica di inserimento del nucleo, metodo ancora oggi utilizzato.
1920-1930
Espansione internazionale: le perle Akoya entrano nelle grandi case di moda parigine.
Oggi
Il Giappone produce le perle Akoya più apprezzate al mondo, in particolare nelle regioni di Mie e di Nagasaki.

L’ostrica Pinctada fucata

La perla Akoya è prodotta esclusivamente dall’ostrica perlifera Pinctada fucata martensii, una specie relativamente piccola (da 12 a 8 cm di diametro) endemica delle coste giapponesi e cinesi. Le sue piccole dimensioni limitano il diametro delle perle che può produrre (raramente oltre i 10 mm) ma conferiscono alla sua madreperla una qualità rara.

L’ostrica secerne la madreperla in strati sottilissimi, quasi come una pelle di seta. È questa finezza a creare il celebre «oriente» delle perle Akoya: un riflesso iridescente, quasi metallico, diverso dal lustro opaco delle perle d’acqua dolce o dalla profondità luminosa delle South Sea.

Classificazione

Mollusco bivalve, famiglia Pteriidae. Vive tra 5 e 15 m di profondità nelle acque costiere temperate.

Dimensione adulta

Da 6 a 8 cm di diametro. La piccola conchiglia limita il nucleo a 6-8 mm per garantire lo spessore della madreperla.

Temperatura ottimale

Da 15 a 25°C. L’acqua fredda invernale rallenta la secrezione della madreperla e, paradossalmente, ne migliora la qualità.

Durata dell’allevamento

Da 18 mesi a 3 anni secondo la dimensione e la qualità ricercate. Le perle più grandi richiedono un secondo innesto.

Il processo d’innesto è un atto chirurgico di estrema precisione: l’operatore impianta un nucleo sferico di madreperla di mitilo d’acqua dolce (Mississippi Pearl Mussel) insieme a un frammento di tessuto epiteliale prelevato da un’ostrica donatrice. Questo tessuto forma il «sacco perlifero» che depositerà la madreperla strato dopo strato.

Ostrica Pinctada fucata: biologia e allevamento Akoya
Pinctada fucata martensii : l’ostrica Akoya
5-10
mm di diametro
2-3
anni di allevamento
0,4mm
madreperla min. qualità
30%
tasso di successo

Le fattorie giapponesi

In Giappone, la perlicoltura Akoya è un’arte tramandata di generazione in generazione. Le fattorie perlifere si concentrano principalmente nelle prefetture di Mie, di Nagasaki, di Ehime e di Kumamoto, in baie riparate dalle acque ricche di fitoplancton.

Il calendario della perlicoltura

La vita di una perla Akoya si distende su tre stagioni ripartite in due o tre anni. In primavera, le giovani ostriche vengono prelevate dai parchi di allevamento e affidate agli innestatori esperti che praticano l’operazione chirurgica di impianto del nucleo.

Le ostriche innestate vengono poi sospese in cesti d’acciaio su zattere galleggianti, a profondità variabili secondo le stagioni. L’inverno giapponese è decisivo: l’acqua fredda (tra 10 e 15°C) rallenta la crescita della madreperla ma ne affina notevolmente la qualità e il lustro.

La raccolta avviene in inverno, generalmente tra novembre e febbraio, quando la temperatura dell’acqua è più bassa e la madreperla è più densa e brillante. Le ostriche vengono aperte una ad una e le perle selezionate a mano.

Un savoir-faire minacciato

  • L’inquinamento e il riscaldamento climatico colpiscono le fattorie dagli anni ’90
  • Il numero di perlicoltori giapponesi è crollato di oltre l’80 % in cinquant’anni
  • Le malattie parassitarie (Mytilicola) decimarono gli stock negli anni 2000
  • Dal 2010 sono state adottate rigorose misure di gestione ambientale
  • La Cina produce oggi perle di tipo Akoya, ma la qualità di quelle giapponesi resta superiore
  • I giovani giapponesi tornano a interessarsi alla perlicoltura come mestiere del futuro

« Ogni perla giapponese è il frutto di un’attenzione quotidiana di due o tre anni. È pazienza trasformata in luce. »

Criteri di qualità

La qualità di una perla Akoya si giudica secondo sette criteri fondamentali, codificati dalla gemmologia internazionale. Tra questi, il lustro e lo spessore della madreperla sono i più determinanti per il valore e la longevità del gioiello.

Il lustro indica la qualità del riflesso di superficie: una perla dal lustro «eccellente» riflette gli oggetti circostanti in modo nitido come uno specchio. È il criterio n°1 della perla Akoya, quello che la distingue da tutte le altre.

Lospessore della madreperla determina la durata di vita della perla. Al di sotto di 0,4 mm, la madreperla può sfaldarsi e rivelare il nucleo bianco. Le Akoya più belle presentano una madreperla da 0,5 a 0,8 mm, depositata pazientemente nel corso di due o tre inverni giapponesi.

  • Lustro: riflesso nitido, profondo, quasi metallico
  • Spessore della madreperla: minimo 0,4 mm, ideale 0,6-0,8 mm
  • Forma: rotonda o semi-rotonda, ovale, bottone, barocca
  • Superficie: assenza di macchie, rughe, protuberanze o sfaldature
  • Colore: tinta di fondo + riflessi (oriente) + iridescenze
  • Dimensione: da 5 a 10 mm, ogni mezzo millimetro fa variare il prezzo
  • Omogeneità: in una collana, la concordanza delle perle è fondamentale
Criteri di qualità delle perle Akoya: lustro e madreperla
Analisi del lustro e della madreperla Akoya
Criterio Grado AAA (Eccellente) Grado AA+ (Molto buono) Grado AA (Buono) Grado A (Standard)
Lustro Specchio perfetto, riflessi molto nitidi Molto brillante, leggere diffrazioni Brillante, riflessi leggermente sfocati Lustro moderato, superficie un po’ spenta
Superficie Immacolata: 95 % senza difetti Difetti molto lievi, invisibili a distanza Alcuni difetti minori visibili Difetti visibili, macchie, rughe
Madreperla 0,6 mm e oltre Da 0,5 a 0,6 mm Da 0,4 a 0,5 mm Da 0,3 a 0,4 mm (nucleo visibile)
Forma Perfettamente rotonda Da rotonda a quasi rotonda (±1 %) Semi-rotonda, leggera variazione Ovale o irregolare
Omogeneità Corrispondenza perfetta nella collana Ottima concordanza Buona concordanza generale Variazioni notevoli di dimensione o colore
◆
La perla Hanadama

Certificata dal Japan Pearl Science Laboratory, la Hanadama rappresenta il vertice della qualità Akoya: lustro a specchio, madreperla ≥ 0,5 mm, superficie impeccabile. Meno del 5 % della produzione annuale.

◆
Il lustro oriente

L’oriente è l’iridescenza colorata che gioca sulla superficie della perla quando la si fa ruotare. Propria delle madreperle fini e regolari, è un criterio di valore a tutti gli effetti nelle Akoya d’eccezione.

◆
La selezione manuale

Dopo la raccolta, esperti selezionatori giapponesi classificano ogni perla a occhio nudo e con la lente. Una collana di 50 perle AAA può richiedere la selezione di diverse migliaia di perle grezze.

I colori Akoya

La tavolozza di colori della perla Akoya è più sottile di quanto si immagini. Se la tinta dominante è il bianco, si declina in sfumature che solo un occhio esperto distingue: bianco rosato, bianco crema, bianco argentato, bianco dorato... Ognuna possiede un carattere proprio.

Il colore di una perla è determinato da tre parametri: la tinta di fondo (body color), i riflessi di superficie (oriente) e le iridescenze che giocano secondo l’angolo della luce. È la combinazione di questi tre elementi a dare a ogni Akoya la sua firma unica.

Il colore bianco rosato è il più apprezzato dai gioiellieri occidentali: illumina l’incarnato e crea un contrasto caldo con l’oro bianco o giallo. Il bianco argentato è preferito in Asia, associato alla purezza e alla raffinatezza. Il bianco crema, più caldo, si accorda splendidamente con l’oro giallo e le tonalità miele.

Le perle Akoya possono presentare anche tinte naturali più rare: argento bluastro, champagne dorato e, eccezionalmente, nero (soprattutto su perle innestate a freddo).

I colori della perla Akoya: bianco rosato, crema, argentato
Tavolozza dei colori naturali della perla Akoya
Bianco rosato

La tinta più ricercata nella gioielleria occidentale. Un fondo bianco puro a cui si sovrappongono riflessi rosa caldi, particolarmente lusinghieri per gli incarnati chiari e mediterranei.

Bianco crema

Un calore dorato avvolge questa sfumatura di bianco. Particolarmente bella montata su oro giallo o oro rosa. Molto apprezzata negli stili classici e negli abiti da sera.

Bianco argentato

Luminoso e quasi freddo, il bianco argentato è la tinta preferita in Asia. Si abbina perfettamente all’oro bianco, al platino e alle pietre preziose blu o verdi.

Le perle Akoya possono essere sottoposte a trattamenti del colore (tintura rosa, iridescenza argentata) mediante bagni chimici dopo la raccolta. Questi trattamenti, comuni nel commercio di massa, vanno distinti dai colori naturali che derivano unicamente dalla biologia dell’ostrica. Da Gemperles specifichiamo sempre la natura del colore nella descrizione di ogni gioiello.

Tutto sulle perle Akoya

I. Qual è la differenza tra una perla Akoya e una perla d’acqua dolce?

La differenza principale risiede nel lustro e nella composizione. La perla Akoya è una perla di mare, prodotta da un’ostrica marina (Pinctada fucata) attorno a un nucleo sferico di madreperla. La sua madreperla è più fine e più densa, il che le conferisce un lustro quasi metallico, di gran lunga superiore a quello delle perle d’acqua dolce. Le perle d’acqua dolce sono spesso interamente di madreperla (senza nucleo), meno rotonde, e presentano un lustro più satinato. Per contro, le perle d’acqua dolce sono generalmente meno costose a parità di qualità.

II. Come distinguere una vera perla Akoya giapponese da un’imitazione?

Il test più semplice è il test del dente : strofinate delicatamente la perla contro i denti. Una vera perla presenta una leggera granulosità (la madreperla), mentre un’imitazione (vetro, plastica) scivola senza resistenza. La vera perla Akoya giapponese avrà inoltre un lustro molto nitido, quasi a specchio, e un peso caratteristico. Per una certificazione formale, i gioiellieri utilizzano i raggi X che rivelano la struttura madreperla/nucleo. Un certificato redatto da un gemmologo diplomato GIA o un certificato JPSL (Japan Pearl Science Laboratory) attesta l’autenticità e la qualità.

III. Perché le perle Akoya costano più delle altre perle coltivate?

Il prezzo delle perle Akoya si spiega con diversi fattori. Innanzitutto, il basso tasso di successo : solo il 30-40 % delle ostriche innestate produce una perla di qualità commerciale. Poi, la durata dell’allevamento (2-3 anni) immobilizza un capitale considerevole. Infine, il savoir-faire giapponese (innestatori esperti formati per anni, selezione manuale minuziosa) rappresenta una parte importante del costo. La rarità delle Akoya più belle (grado AAA, Hanadama) spiega anche prezzi che raggiungono diverse migliaia di euro per una collana.

IV. Come prendersi cura delle perle Akoya per preservarne il lustro?

Le perle Akoya sono sensibili agli acidi, ai profumi e alla traspirazione. Dopo ogni utilizzo, asciugatele delicatamente con un panno morbido umido. Riponetele separatamente dagli altri gioielli in un sacchetto di tessuto per evitare graffi. Evitate ogni contatto con profumi, lacche per capelli e prodotti cosmetici. Una collana di perle va indossata dopo aver applicato trucco e profumo. Fate reinfilare la vostra collana ogni 2-3 anni da un gioielliere specializzato per verificare l’usura del filo.

V. Quale dimensione di perla Akoya scegliere per una prima collana?

Per una prima collana di perle Akoya, la dimensione 7,5-8 mm è considerata lo standard classico: è abbastanza presente da risultare elegante pur restando accessibile. Le dimensioni 6-6,5 mm si addicono alle corporature più delicate e agli stili discreti. Le dimensioni 9-10 mm, più rare e più costose, sono riservate alle occasioni d’eccezione. Non dimenticate che il diametro ideale dipende anche dalla lunghezza della collana e dalla corporatura di chi la indossa.

VI. Esistono perle Akoya nere naturali?

La perla Akoya nera naturale è estremamente rara. A differenza delle perle di Tahiti , naturalmente scure (prodotte dalla Pinctada margaritifera), le Akoya producono naturalmente tinte dal bianco al crema. Le Akoya proposte in nero sul mercato sono nella stragrande maggioranza dei casi tinte mediante trattamento chimico. Questa pratica è legale ma deve essere dichiarata al momento della vendita. Una Akoya nera naturale è un oggetto da collezione, estremamente raro e di valore molto elevato.

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