Simbologia delle gemme

Ci sono nomi che invitano al sogno: sono quelli attribuiti alle gemme. Nominarle permette anche di definirle.

È l’inizio obbligato di ogni studio. Le caratteristiche evidenti di un oggetto servono inizialmente a descriverlo sommariamente. È così che la loro bellezza, il loro colore, la loro durezza, un aspetto particolare designano bene le gemme, e che i loro nomi primitivi ne derivano: opale, lapislazzuli, smeraldo, ematite, rubino, pirite, ambra, ecc... Queste nozioni sono tuttavia insufficienti; anche il luogo d’origine è dunque una caratteristica interessante per la denominazione: calcedonio,  giaietto, topazio (isola di Topazos)...

Il gioielliere, sensibile all’estetica delle gemme ma anche alla loro abbondanza, che consente un flusso commerciale continuo, adottò una certa classificazione che ci limiteremo a definire pratica: pietre preziose, pietre fini, pietre ornamentali, pietre da collezione, categorie nelle quali le gemme vengono soggettivamente classificate secondo il loro fascino e quindi il loro valore.

Tutte le tombe preistoriche hanno restituito ornamenti d’osso e di conchiglie. Lo sfruttamento delle pietre ornamentali e il loro uso molto diffuso sono menzionati negli scritti e nei disegni più antichi. Sembra dunque proprio che l’attrazione per le pietre e i gioielli sia antica quanto l’umanità. Qual è il loro significato profondo?

Probabilmente non lo sapremo mai, ma a giudicare dall’impiego delle gemme nel corso della storia, possiamo pensare che la loro destinazione sia molteplice: talismano, medicina, insegna di funzione, simbolo di potere, semplice ornamento che afferma l’individualità di colui o colei che le porta... vi lascio meditare su queste poche affermazioni.....