◆ Gemmologia applicata
Imitazioni del diamante
Zirconia cubica, moissanite, vetro… Non è diamante tutto ciò che brilla.
I. Le poste in gioco
Perché distinguere le imitazioni?
Il mercato del gioiello propone da sempre pietre destinate a imitare l’aspetto del diamante a un costo inferiore. Queste imitazioni non condividono né la composizione chimica né le proprietà fisiche del diamante autentico: è ciò che le distingue fondamentalmente dal diamante sintetico, che invece è carbonio puro.
La posta in gioco è anzitutto finanziaria: un gioiello venduto come «diamante» che contiene in realtà zirconia cubica costituisce una frode commerciale sanzionata dalla legge. È anche patrimoniale: un’imitazione non ha quasi alcun valore di rivendita, a differenza di un diamante certificato.
Infine, la posta in gioco è pratica: la durezza di un’imitazione è inferiore a quella del diamante (durezza 10). La zirconia cubica, per esempio, si graffia con il tempo a contatto con altri materiali comuni. Saper riconoscere un’imitazione permette di acquistare con cognizione di causa e di chiedere le garanzie necessarie.
II. I sostituti
Le principali imitazioni
Questi materiali hanno un aspetto visivo vicino a quello del diamante ma divergono per composizione, proprietà e durata.
Zirconia cubica
ZrO₂: ossido di zirconio
L’imitazione più diffusa sul mercato. Sintetizzata dagli anni ’70, la CZ è otticamente vicina al diamante ma più pesante (densità 5,6 contro 3,5), meno dura (8-8,5 sulla scala di Mohs) e il suo indice di rifrazione (2,17) è inferiore a quello del diamante (2,42). Si graffia e si opacizza con il tempo, soprattutto per effetto dell’olio e del sudore. La sua dispersione elevata produce un «fuoco» più colorato di quello del diamante, talvolta rilevabile a occhio nudo.
Moissanite
SiC: carburo di silicio
La moissanite sintetica è il sostituto più performante. Durezza 9,25, appena al di sotto del diamante. Il suo indice di rifrazione (2,65) e la sua dispersione (0,104 contro 0,044 del diamante) producono un fuoco molto visibile, talvolta troppo intenso per essere confuso con un diamante. La sua doppia rifrazione è rilevabile con la lente. Un tester termico di qualità mediocre può confonderla con un diamante.
Vetro
SiO₂: silice fusa
Il vetro è l’imitazione più antica e più semplice. Durezza 5-6, indice di rifrazione ≈ 1,5. Si graffia facilmente e l’appannamento vi persiste a lungo. È facilmente identificabile perché non conduce il calore come un diamante. Non è quasi più utilizzato nella gioielleria moderna, ma si può incontrare in soprammobili o in pezzi antichi presentati come autentici.
Topazio bianco
Al₂SiO₄(F,OH)₂
Minerale naturale, durezza 8. Aspetto vicino al diamante, ma birifrangente e con indice di rifrazione più basso (1,62-1,63). La sua brillantezza è meno viva. Meno denso del diamante. Può essere usato in gioielleria fine a condizione di essere chiaramente presentato come topazio, non come diamante.
Zaffiro bianco
Al₂O₃: allumina
Lo zaffiro bianco (corindone incolore) possiede durezza 9 e un aspetto cristallino. La sua brillantezza è tuttavia meno intensa di quella del diamante perché il suo indice di rifrazione (1,76-1,77) è inferiore. La sua bassa dispersione produce poco fuoco. Utilizzato in gioielleria come alternativa accessibile, e non come imitazione fraudolenta.
Spinello sintetico
MgAl₂O₄
Utilizzato in bigiotteria, lo spinello sintetico possiede durezza 8 e un aspetto vitreo. Isotropo (nessuna doppia rifrazione). Indice di rifrazione 1,72. Meno brillante del diamante ma più resistente del vetro. Poco utilizzato per imitare specificamente il diamante, ma talvolta presente in anelli «toi et moi» economici.
III. Confronto
Tabella comparativa delle proprietà
| Materiale | Durezza Mohs | Indice di rifrazione | Dispersione | Densità | Prezzo relativo |
|---|---|---|---|---|---|
| Diamante naturale | 10 | 2,42 | 0,044 | 3,52 | Riferimento |
| Moissanite (SiC) | 9,25 | 2,65 | 0,104 (più forte) | 3,22 | 15-20 % del diamante |
| Zirconia cubica (ZrO₂) | 8-8,5 | 2,17 | 0,060 | 5,6 (pesante) | 1-3 % del diamante |
| Zaffiro bianco | 9 | 1,76-1,77 | 0,018 (bassa) | 3,99 | 2-8 % del diamante |
| Topazio bianco | 8 | 1,62-1,63 | 0,014 (molto bassa) | 3,55 | 1-5 % del diamante |
| Vetro | 5-6 | ≈ 1,50 | Variabile | 2,5 | Molto bassa |
IV. Test pratici
Come fare il test a casa
Questi test non sostituiscono un esame professionale, ma permettono una prima valutazione. Nessuno è infallibile se preso isolatamente.
Test I
Test dell’alito
Soffiate sulla pietra come su uno specchio. Un vero diamante dissipa l’appannamento in meno di un secondo (eccellente conduttività termica). Un’imitazione come il vetro o la zirconia cubica resterà appannata per qualche secondo. Attenzione: anche la moissanite può dissiparlo rapidamente.
Test II
Test di leggibilità
Appoggiate la pietra, con la tavola verso il basso, su un testo stampato. Se riuscite a leggere le lettere attraverso, non è un diamante (l’alta rifrazione del diamante rende impossibile la lettura). Questo test si applica solo a pietre non montate.
Test III
Test della linea
Tracciate una linea a penna su carta bianca. Appoggiate la pietra, con la faccetta piatta verso il basso, sulla linea. Se vedete la linea sdoppiata, la pietra è birifrangente (moissanite, topazio). Un diamante non produce questo sdoppiamento.
Test IV
Test del punto nero
Disegnate un piccolo punto nero su un foglio. Appoggiate la pietra, con il padiglione verso l’alto, sul punto. Se vedete il punto attraverso la pietra, si tratta molto probabilmente di un’imitazione. Il diamante rifrange la luce in modo da rendere illeggibile qualsiasi immagine attraverso di esso.
V. Identificazione professionale
Attrezzature professionali
Quando i dubbi persistono, o prima di qualsiasi acquisto importante, un professionista dispone di strumenti decisivi.
- Tester termico a sonda: misura la conduttività termica. Efficace contro il vetro e la zirconia cubica; la moissanite può ingannarlo alla prima lettura.
- DiamondView (GIA): lampada UV a lunghezza d’onda molto corta (225 nm). Rivela i motivi di fluorescenza e di crescita specifici di ogni materiale. Distingue con certezza diamante naturale, sintetico e imitazione.
- Spettroscopia Raman: analizza lo spettro di diffusione luminosa caratteristico di ogni minerale. Standard di riferimento in laboratorio, infallibile.
- Rifrattometro: misura l’indice di rifrazione. Semplice, ma si applica solo a pietre non montate.
- Tester di conduttività elettrica: la moissanite è l’unico sostituto che conduce l’elettricità; questo test la distingue chiaramente dal diamante.
VI. Tutela dell’acquirente
Le certificazioni come tutela
Un rapporto del GIA o dell’IGI è l’unica garanzia oggettiva della natura di una pietra. Questi enti indipendenti analizzano ogni pietra nei loro laboratori, attribuiscono un numero unico inciso al laser sulla cintura ed emettono un rapporto che descrive in dettaglio: la natura della pietra (naturale, sintetica o imitazione), il peso, il colore, la purezza e la qualità del taglio.
Un gioielliere serio fornisce sistematicamente questo documento per ogni diamante (naturale o sintetico). La sua assenza deve destare attenzione. La corrispondenza tra il numero laser sulla pietra e il numero sul rapporto è verificabile in pochi secondi sui siti GIA.edu o IGI.org.
Scheda d’identità del diamante e delle sue imitazioni, secondo i dati di questa guida.
VII. Domande frequenti
FAQ: imitazioni
Acquisto in fiducia
Vedere i nostri diamanti certificati da un gemmologo diplomato GIA
Ogni diamante della nostra collezione è accompagnato dal suo certificato, redatto da un gemmologo diplomato GIA, o dal rapporto IGI: naturale o sintetico, chiaramente identificato.
Vedere i nostri diamanti certificati da un gemmologo diplomato GIA Comprendere il diamante sintetico