Storia della perla


La perla è conosciuta e apprezzata fin dalla più remota Antichità. Gemma organica rara, ha acquisito molto presto un valore simbolico, economico e spirituale, attraversando civiltà e secoli senza mai perdere il proprio prestigio.

La perla nell’Antichità

Le perle rinvenute nella tomba di un principe o di una principessa achemenide, oggi conservate al museo del Louvre, costituiscono probabilmente la più antica parure di gioielli con perle conosciuta a oggi.

Fin da quell’epoca, la perla è associata al potere, alla distinzione sociale e alla ricchezza, ben prima del suo ingresso massiccio nei circuiti commerciali.

Oriente ed Estremo Oriente

In Cina, più di due millenni prima della nostra era, la perla possedeva già un elevato valore venale e poteva servire a pagare le imposte. Era percepita come simbolo di autorità e di prosperità.

Presso gli Ebrei, che l’avrebbero scoperta durante il loro soggiorno in Egitto a partire dal XVII secolo a.C., la perla simboleggia la ricchezza materiale alla quale il giusto deve preferire la saggezza. Le sentenze attribuite al re Salomone proclamano infatti: «Migliore delle perle è la saggezza, e nessun gioiello la eguaglia.»

Dalla Grecia a Roma

La perla giunge in Grecia grazie alle conquiste di Alessandro Magno, verso il 330 a.C., con il saccheggio dei tesori d’Egitto e di Persia. Ad Atene diventa un segno di distinzione: portata all’orecchio destro dagli uomini e a entrambe le orecchie dalle giovani donne.

Dopo le vittorie romane in Oriente nel II secolo a.C., le perle affluiscono a Roma. Durante il trionfo di Pompeo, un trofeo di perle viene offerto a Giove Capitolino. Le donne dell’aristocrazia romana si abbandonano allora a spese sontuose per adornarsi di gioielli con perle.

In epoca imperiale, le matrone si distinguono per orecchini composti da due o tre perle a forma di goccia, detti «crotali», il cui tintinnio scandiva la loro andatura.

Rinascimento e grandi scoperte

Dopo un periodo di oblio legato alle grandi invasioni, la perla conosce una rinascita spettacolare nel Rinascimento. Le parure dei duchi di Borgogna, Filippo il Buono e Carlo il Temerario, abbagliano i contemporanei.

Le grandi scoperte marittime favoriscono l’importazione massiccia di perle in Europa. Dal Perù al Messico, i conquistadores spagnoli si appropriano di numerosi tesori, in particolare di quelli di Montezuma a Tenochtitlán.

Perle e tesori reali

Le perle diventano oggetto di brama e di speculazione. A Ceylon (Sri Lanka), i Portoghesi esigono fin dal 1506 un tributo in perle. In Europa, Elisabetta I d’Inghilterra si appropria delle perle donate a Maria Stuarda da Caterina de’ Medici.

Tutti i tesori reali custodiscono allora delle perle. Il tesoro della Corona di Francia, stimato nel 1791 a un milione di franchi germinale, comprendeva in particolare una perla valutata 200 000 franchi.

L’OTTOCENTO E L’ESPANSIONE MONDIALE

Nell’Ottocento la perla è di moda in tutto il mondo, dalla Russia dello zar Alessandro II all’Inghilterra della regina Vittoria. Nel maggio 1887, l’asta dei gioielli della Corona di Francia vede le perle superare i 12 milioni di franchi-oro, e molte di esse entrano allora nelle collezioni americane.

Conclusione del gioielliere

Dall’Antichità fino alle corti reali europee, la perla incarna il potere, la rarità e la distinzione. Carica di storia e di simboli, resta ancora oggi una delle gemme più affascinanti del patrimonio gioielliero mondiale.