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Sali

Le aziende perlifere

Allevamenti perliferi

Gli allevamenti

...Alla ricerca del luogo perfetto

Fondamenta della coltivazione

L'industria per la produzione commerciale di perle coltivate che oggi conosciamo ebbe origine in Giappone, nazione che detenne per moltissimi anni il primato come area leader ed esclusiva di coltivazione. Oggi, quest'attività si svolge praticamente in ogni parte del globo:Cina, Australia, Polinesia Francese, America settentrionale ed Indonesia sono alcune delle zone dove viene praticata la coltivazione, ma molte altre stanno costantemente e velocemente emergendo.

La scelta del luogo

Le aree geoprafiche più adatte

I molluschi sono animali molto delicati e la loro prima barriera protettiva contro elementi esterni è costituita dalla resistente conchiglia. Nonostante la corazza, questi animali possono essere facilmente danneggiati dagli sbalzi di temperatura, dalla composizione chimica dell'acqua, dal tipo e dalla quantità di sostanze nutritive in essa contenute, dalla disponibilità di ossigeno e da molti altri fattori di carattere ambientale. Anche il semplice trasferimento in una diversa posizione risulta essere traumatico se non addirittura fatale. Qualsiasi tipo di trauma indebolisce nettamente gli animali rendendoli più esposti alle malattie, riducendo le difese immunitarie, rendendoli facili prede per gli altri animali ed incapaci di produrre perle di buona qualità.

Per questo motivo i coltivatori di perle prediligono installare le loro aziende nei settori che fanno parte degli habitat naturali dei molluschi perliferi utilizzati per la coltivazione. Ad esempio, le ostriche produttrici delle perle Akoya popolano le acque che circondano il Giappone e la Cina, ed è proprio per questo motivo che le coste di queste due nazioni ospitano i siti principali delle coltivazioni di questo tipo di perle. 

Questo è un principio che ha valore per qualsiasi attività di coltivazione: il produttore dovrà scegliere il luogo più adatto pur restando all'interno dell'habitat dell'animale al fine di ottenere un prodotto di prima qualità.

Al riparo dalle tempeste

Nella scelta del luogo, il coltivatore dovrà tenere conto di innumerevoli fattori tra cui 2 di elevata importanza:

  • l luogo deve far parte dell'area che costituisce l' habitat naturale del mollusco utilizzato per la coltivazione.
  • Dev' essere un luogo protetto e riparato per isolare il più possibile i moluschi dalle variazioni climatiche ed ambientali.

Le aziende che si occupano della coltivazione in acqua dolce sono maggiormente avvantaggiate per quanto riguarda l'aspetto atmosferico: solitamente, infatti, non sono altrettanto esposte a variazioni climatiche estreme come in quelle tipiche dell'ambiente marino.

Le variazioni ambientali non sono dovute esclusivamente agli eventi metereologici straordinari. Anche il semplice e naturale susseguirsi delle stagioni rischia di provocare mutamenti nell'ambiente dei molluschi. La temperatura dell'acqua, sia dolce che salmastra, varia secondo i periodi dell'anno. La temperatura dell'acqua influisce direttamente sulla salute dei molluschi; le variazioni termiche infatti stimolano particolari meccanismi nel ciclo vitale di questi animali. La temperatura dell'acqua non è l'unico fattore che influisce sulla salute dei molluschi; molto importante sarà anche la qualità presentata da essa (anche le variazioni della composizione chimica dell'acqua possono avere conseguenze catastrofiche)

Le maree rosse

Un pericolo per i molluschi

Per oltre mezzo secolo, il settore della perla ha conosciuto uno dei suoi momenti più catastrofici, si tratta di un fenomeno conosciuto sotto il nome di "marea rossa". Questo fenomeno è provocato da un'eccessiva concentrazione dei microscopici organismi vegetali acquatici definiti fitoplancton.

In determinate condizioni, la popolazione di questi microrganismi si sviluppa in maniera eccessivamente rapida, formando delle chiazze, dense e facilmente visibili, fluttuanti in prossimità delle superficie.

Questi organismi vegetali consumano tutte le sostante nutritive contenute nell'acqua, quindi muoiono, insabbiandosi sul fondo dell' oceano dove iniziano a decomporsi. Durante il processo di decomposizione viene assorbito tutto l'ossigeno presente nell'acqua, generando un ambiente soffocante per la vita marina circostante. A compromettere ulteriormente questa tragica situazione, la sostanta tossica rilasciata da questi organismi alla loro morte, avvelena i pesci e le altre creature acquatiche, compresi i molluschi perliferi.

Le cause di questo fenomeno non sono molto chiare: si pensa che una dei motivi sia dovuto alle particolari condizioni atmosferiche che determinano un improvviso innalzamento della temperatura delle acque marine e contemporaneamente la riduzione della salinità (situazione frequente nelle zone costire a seguito di naufragi).

Nel 1892, agli albori della coltura perlifera, uno di questi fenomeni distrusse l'intero raccolto dell'azienza di coltivazione di Kokichi Mikimoto. Nel 1992, una nuova varietà di plancton, sconosciuta fino ad allora, diede origine ad una marea rossa ancora più devastante: provocava, infatti, la morte in pochi minuti, di tutti gli organismi che venivano in contatto con essa. I maggiori rappresentanti dell'industria perlifera giapponese assieme ai maggiori esponenti del mondo scientifico riuscirono ad individuare le cause di tale processo ed a isolare le probabili cause del fenomeno.


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